Non mi faccio viva da molto. Ho avuto altro da pensare, ho ancora altro da pensare, nonostante tutto qualcosa mi ha spinto a dover scrivere.
Non sono mai abbastanza le parole per descrivere una tragedia. Si leggono nei giornali, si vedono nei telegiornali, ma sono informazioni distaccate, pure quando trattano della storia di vita di un singolo.
Sarà che stavolta ho provato altro, perché io stessa ero in un certo senso presente. Perché sono viareggina.
Vorrei ricordare questo momento attraverso le commoventi parole di Giampaolo Simi, viareggino come me, che è stato presente alla sciagura. E' un altro mezzo di informazione, più personale, più vicino, meno distaccato.
Le parole non sono mai abbastanza, è vero, ma le sue sono state quelle più forti.
Vorrei ricordare questo momento anche in futuro, con testimonianze, con un fumetto, perché la ferita di Viareggio rimarrà indelebile per sempre. Quella fiammata rossa che si alzava nel cielo e che hanno visto tutti, ignari che ciò che accadeva era il finimondo. Abbiamo potuto solamente vedere da lontano.
Sono in lutto per Viareggio.
( Inizia luglio, ma la strada è deserta e il semaforo è nero e disciolto, sembra lo stecchino di liquirizia di un ghiacciolo che andava forte tante estati fa. Inizia luglio, ma il grande calore ha cancellato tutti i cartelloni dell’estate. E la plastica fusa rende già decrepito il bikini mozzafiato della modella su un pannello poco lontano. In mezzo a uno sparuto gruppetto, un ragazzo racconta con gli occhi sgranati. )
Non sono mai abbastanza le parole per descrivere una tragedia. Si leggono nei giornali, si vedono nei telegiornali, ma sono informazioni distaccate, pure quando trattano della storia di vita di un singolo.
Sarà che stavolta ho provato altro, perché io stessa ero in un certo senso presente. Perché sono viareggina.
Vorrei ricordare questo momento attraverso le commoventi parole di Giampaolo Simi, viareggino come me, che è stato presente alla sciagura. E' un altro mezzo di informazione, più personale, più vicino, meno distaccato.
Le parole non sono mai abbastanza, è vero, ma le sue sono state quelle più forti.
Vorrei ricordare questo momento anche in futuro, con testimonianze, con un fumetto, perché la ferita di Viareggio rimarrà indelebile per sempre. Quella fiammata rossa che si alzava nel cielo e che hanno visto tutti, ignari che ciò che accadeva era il finimondo. Abbiamo potuto solamente vedere da lontano.
Sono in lutto per Viareggio.
( Inizia luglio, ma la strada è deserta e il semaforo è nero e disciolto, sembra lo stecchino di liquirizia di un ghiacciolo che andava forte tante estati fa. Inizia luglio, ma il grande calore ha cancellato tutti i cartelloni dell’estate. E la plastica fusa rende già decrepito il bikini mozzafiato della modella su un pannello poco lontano. In mezzo a uno sparuto gruppetto, un ragazzo racconta con gli occhi sgranati. )
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