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valychan

[Tekken] Tranche le vie

Questo editor nuovo fa cagare il cazzo
Raccolta di drabble e flashfic su vari personaggi di Tekken, postata anche su EFP in cui sono state anche aggiunte le due fanfiction per l'iniziativa di Fanworld "Un prompt al giorno".

Fandom: Tekken
Titolo: Chiosco di ramen
Rating: verde
Personaggi/Coppie: Lei Wulong
Genere: commedia
Note: scritta per la community piscinadiprompt

“Vuoi un po' di ramen?” chiede Lei protendendo la scodella di spaghetti fumante.
“Vaffanculo, sbirro,” risponde secco il malfattore.
“No? Guarda che è buono,” insiste il poliziotto senza scalfirsi di alcun offesa.
“Non posso mangiare con queste manette ai polsi,” spiega persuasivo e in tono solenne il farabutto alzando le braccia.
“Dopo averti visto quasi scappare dalla voltante della polizia pochi minuti fa, penso proprio che puoi mangiare un piatto di ramen senza problemi.”
“Sei un grandissimo figlio di puttana.”
“Lo sai che il buon cibo, oltre ad addolcire il palato, addolcisce le parole?” asserisce il poliziotto sorridendo. “Lo disse un vecchio saggio. Assaggia solo un boccone e vedrai.”
Lo stomaco del malfattore si contorce e gorgoglia affamato. Quel piatto di ramen sotto il naso è una travagliante tentazione. Sotterra l'ascia di guerra, agguanta le bacchette spiccio – senza dimenticarsi di lanciare un'occhiata malevola all'agente di polizia – e ingerisce una buona manciata di spaghetti caldi. Assapora il gusto salato e sapido del ramen, e a quel primo assaggio se ne aggiungono presto altrettanti. Wulong osserva contento l'espressione compiaciuta e affamata del furfante.
“Questo è il miglior chiosco di ramen di Hong Kong,” afferma orgogliosamente. “Quando uscirai di prigione ti offrirò di nuovo il pranzo.”
“Tu a me?” chiede interdetto il malfattore con la bocca piena e la faccia sporca di sugo a pochi centimetri dalla scodella.
“Sì. Perché no?”
“Forse in un universo parallelo, ma qui nessun prigioniero si fa amico un cazzo di piedipiatti!” esclama ridendo mentre inghiottisce un boccone carico di spaghetti.
“Una volta un vecchio saggio disse che è con una risata che si comincia una solida amicizia.”
“Quanti cazzo di vecchi saggi conosci, sbirro?”
“Abbastanza da riuscire coi loro consigli a diventare amico di un delinquente,” risponde Lei divertito, prima di alzare il dito al cuoco per ordinare un'altra porzione di ramen.

Fandom: Tekken
Titolo: Insoddisfacente ricchezza
Rating: giallo
Personaggi/Coppie: Lee Chaolan
Genere: introspettivo
Note: scritta per la community piscinadiprompt

Le banconote che gli scivolano dalle mani sul letto somigliano alla rugiada che defluisce sugli steli delle piante al primo mattino. È come se i soldi gli appartenessero allo stesso modo naturale, come se fossero sempre stati un tutt'uno con quell'uomo. Anche se li avesse spesi tutti quella notte, sarebbero tornati a lui il giorno seguente in un circolo infinito.
“Voglio che fai una sfilata coi vestiti che ti ho comprato,” dice con un sorriso suadente, carezzandole col dito la guancia, e lei obbedisce. 
Lei è una ragazza senza nome pescata in un club alto borghese di golf. Tutte le lei presenti nella suite sono ragazze senza nome, segretarie, amiche di amiche, mogli di funzionari, sconosciute che vanno e vengono come le sue banconote.
“E tu, con le gambe lunghe e abbronzate, voglio che balli e muovi quelle bellissime cosce,” sussurra all'orecchio di una brunetta slanciata, che emette una risata frizzante e si muove sulle note di una canzone che non esiste. Un'altra lei compare sotto l'uscio della porta e comincia uno spogliarello sinuoso che ha l'odore esotico delle terre brulle dell'Africa del nord.
Lee si sdraia sul letto a due piazze ed esamina le pareti gialle decorate d'oro ai lati superiori, il lampadario di cristallo, i mobili moderni e bianchi, le banconote abbandonate a terra tra pellicce raffinate e tacchi sottili e vertiginosi. Loro, le ragazze senza nome, si aggirano scalze sulla moquette ubriacate di vestiti nuovi, gioielli costosi e parole ammalianti e ricercate. 
Eppure lui non riesce a sentirsi appagato come loro. La ricchezza è sempre stata un diversivo che funziona solo con donne o nemici.
Una lei francesina avanza lentamente a carponi sul letto per affiancarsi a lui.
“Tu sei quella che non capisce una parola di ciò che dico, vero?” chiede Lee. La ragazza gli prende un ciuffo con le dita e scandisce vocaboli cantilenanti di una lingua neolatina e sconosciuta.
“Questo sfarzo eccessivo mi fa venire la nausea. A volte vorrei prendere tutti i soldi e bruciarli con la G Corporation e la Mishima Zaibatsu,” confessa l'uomo trattenendole il mento con la mano. Le dita si ammorbidiscono fino a scendere lungo il collo per aprire la cerniera del vestito firmato. “Ma per fortuna c'è ancora qualcosa che riesce a soddisfarmi più dei soldi.”
La ragazza si lascia spogliare, e parlare in qualsiasi lingua non serve più a niente. Altre lei si accingono a raggiungerli.

Fandom: Tekken
Titolo: Roba da veri duri
Rating: verde
Personaggi/Coppie: Hwoarang, Paul Phoenix
Genere: commedia, romantico
Note: scritta per la community piscinadiprompt

“Mulder e Scully.”
“Mulder e Scully?” ripete Paul dubbioso. “E perché le tette di Zafina dovrebbero chiamarsi Mulder e Scully?”
“Perché sono un inspiegabile caso di antigravità da X-Files,” argomenta Hwoarang. Paul ride, e il boccale di birra che tiene in mano oscilla schizzando qualche goccia sul giubbotto nero.
“E le tette di Anna?”
“Eiffel e Sfinge.”
“Perché?”
“Come perché? Perché sono monumentali!” esclama Hwoarang ridendo.
Phoenix si accascia col petto sul piano del tavolo e nasconde gli sghignazzi tra le braccia incrociate. “E quelle di Christie?”
“Uhm...” riflette Hwoarang, osservando il lampadario sul soffitto in legno. “Ginger Rogers e Fred Astaire, perché ballano.”
Paul sta quasi soffocando nelle sue stesse risate. Si riappropria del proprio contegno per quanto può e si pulisce le lacrime sotto gli occhi.
“E le tette di Xiaoyu?”
Hwoarang fissa il fondo vuoto del bicchiere, meditabondo. “Bianca e Bernie.”
“E perché?”
“Perché sembrano morbide e... sono carine.”
Sul viso del coreano si delinea un sorriso insolitamente caldo. Paul capisce, ma finge di non aver visto nulla. Si gratta la barba incolta con disinvoltura e riprende le redini del gioco.
“E le tette di Julia come si chiamano?” 


Fandom: Tekken
Titolo: Fotografie
Rating: verde
Personaggi/Coppie: Julia Chang/Steve Fox
Genere: romantico
Note: scritta per la community piscinadiprompt

Julia rotea l'otturatore della reflex, guarda nell'obiettivo e scatta una foto.
“Visto che belle betulle?” chiede elettrizzata a Steve. Lui sorride e annuisce con aria lievemente disinteressata, ma lei non lo nota, radicalmente rapita dal minimo movimento della natura, in intensa contemplazione con l'ambiente che la circonda.
Adocchia uno stormo di rondini. Direziona l'occhio della macchina fotografica al cielo e scatta un'altra foto.
“Ci sono specie di animali assai rare in questa riserva naturale,” informa sognante a Steve, con un sorriso che, dal momento in cui sono scesi dalla jeep, non è mai riuscito a spegnersi. “Vorrei riuscire a fotografarle tutte, ma sarà molto difficile.”
“È normale, le specie rare sono le più belle ma anche le più faticose da trovare,” concorda il ragazzo.
Julia, nel voltarsi per rispondergli, lo sorprende a scattarle una foto.
“Ehi, guarda che non sono un animale protetto!” scherza, ma senza alcuna vera antipatia o durezza: la sua voce, vellutata senza inganni e senza sforzi, non smette mai di suonare affettuosa. “Di esseri umani come me puoi fotografarne quanti ne vuoi in città, sono la specie animale più comune del mondo.” 
“Non tutti,” ritiene sorridendo Steve mentre ricarica il rullino, trattenendo sulle labbra serrate la confessione imbarazzante di un innamorato impacciato e discreto che vorrebbe rivelarle che a volte, nonostante le difficoltà, si riesce ad essere abbastanza fortunati da trovare sotto gli occhi una specie umana bella e unica come lei. 


Fandom: Tekken
Titolo: Ciò che rimane dell'uomo che ero
Rating: verde
Personaggi/Coppie: Yoshimitsu
Genere: introspettivo, malinconico
Note: scritta per la community piscinadiprompt

Apre il palmo della mano del braccio bionico. Le dita si distendono e si contraggono provocando un suono meccanico, come di ingranaggi che girano e si inglobano tra loro. È da più di vent'anni che Yoshimitsu convive con quell'arto fittizio senza sensori di dolore e flussi sanguigni, eppure ha la sensazione che sia l'intero corpo ad essere rivestito di materiali inorganici. Un elmo giapponese gli sormonta la testa, mentre una grossa corazza di ferro gli copre il busto. Le gambe sono diventate gambali, le braccia bracciali. Il viso ha preso la forma di una maschera grigia, senza carne e epidermide, che reitera sull'ombra anonima di un uomo che, forse, non è mai esistito.
“Dottore, lei è uno scienziato,” esordisce, e persino la sua voce suona metallica e senza sfaccettature, “e più di chiunque conosce le leggi del corpo umano. Secondo lei, quand'è che un androide può definirsi un essere umano, e quando una macchina?”
Gli angoli degli occhi di Boskonovitch, assottigliati come a voler raggiungere un pensiero, vengono solcati da rughe lunghe e pronunciate. “A mio parere non è una questione di corpi veri o artificiali. Un uomo rimane tale quando ha ancora una coscienza.”
Yoshimitsu chiude la mano. Se la sua maschera avesse avuto dei muscoli, avrebbe sorriso.


Fandom: Tekken
Titolo: Baek's ending
Rating: verde
Personaggi/Coppie: Hwoarang, Ling Xiaoyu
Genere: introspettivo, drammatico
Note: spoiler per chi non ha finito Tekken 6 con Baek! Scritta per la community piscinadiprompt

“Dov'è che stiamo andando?” chiede titubante la cinese, ma lui non risponde e continua imperituro a guidare con le mani saldamente incollate al voltante, gli occhi indissolubilmente radicati nella strada larga e vuota. Nel buio della sera inoltrata, tra l'abbaglio fugace di un lampione e l'altro, Xiaoyu nota un velo di contegnoso tedio attenebrargli il volto.
“È da quando siamo in macchina che non parli...” aggiunge lei con un accenno di preoccupazione sulle labbra increspate, e lascia che diversi secondi aiutino Hwoarang a esporre una spiegazione, ma il tempo si dilata in un silenzio gravoso e sterile, che non concretizza nessun cambiamento sull'espressione vacua e imperscrutabile del ragazzo. 
“Insomma!” esclama la cinese contrariata, allungando una gamba oltre il cambio per schiacciare il freno e poter parlare a quattrocchi, ma, al contrario di ciò che aveva calcolato, la macchina prende velocità e slitta sulla carreggiata opposta. Hwoarang inchioda l'automobile, facendola sgommare bruscamente sul ciglio della strada.
“Hai premuto l'acceleratore, cretina!” urla scosso e infuriato guardandola di traverso, ma Xiaoyu gli ricambia lo sguardo senza scomporsi o risentirsi minimamente.
“Che ti è successo?” chiede solamente con un lampo di apprensione che gli saetta sugli occhi austeri e indagatori. Hwoarang rimanda lo sguardo oltre il parabrezza, in un punto imprecisato e scuro del marciapiede deserto, sforzandosi di riproporre la maschera d'indifferenza di poco prima. Ma invece le labbra si piegano verso il basso, la fronte si aggrotta e le palpebre si stringono nell'espressione contratta di chi cerca di trattenere un pianto. Xiaoyu spalanca gli occhi sconvolta, stilettata da un dispiacere sconfinato e silenzioso. Non aveva mai visto il volto scanzonato e negligente del coreano scalfito dalla tristezza.
Lo vede chinarsi sul volante per nascondere la testa tra i pugni che ancora mantengono lo sterzo, scosso da singhiozzi sommessi, e gli tende incerta una mano per sfiorargli i capelli rossi, affondando delicatamente le dita tra i ciuffi lunghi e sottili.
Hwoarang si accascia sulle ginocchia della ragazza, impugna l'orlo del vestito arancione e scoppia a piangere. Le lacrime le stropicciano i pantaloncini, ma Xiaoyu se ne disinteressa. Ora la mano di quest'ultima si fa più decisa mentre gli accarezza la testa per confortarlo, fino a scendergli sulla nuca e poi sulla spalla.
“Baek... è morto...” mormora lui tra le pieghe dell'abito cinese. 


Fandom: Tekken
Titolo: Come un padre
Rating: verde
Personaggi/Coppie: Hwoarang, Baek Doo San
Genere: introspettivo, sentimentale
Note: scritta per la community piscinadiprompt

E quel bambino che non ha mai conosciuto l'affetto gratuito di chi vuole bene qualcuno incondizionatamente, senza pretendere nulla in cambio o voler raggiungere scopi personali, guarda l'uomo con una certa diffidenza ritrosa, all'inizio. Ha paura della sua voce troppo premurosa, dei suoi sorrisi lunghi e sottili, e non smette di rimanere in agguato, aspettandosi l'imprevisto nell'imprevisto.
L'uomo lo ha preso dalla strada e lo ha nutrito, vestito, riparato sotto un tetto spiovente e disadorno, ma solido come le sue rassicurazioni e le sue protezioni. Gli ha detto che sta viaggiando per la Corea e che se vuole può venire con lui.
È solo al quinto giorno che l'uomo gli chiede come si chiama. Il bambino non risponde, e l'uomo capisce che non ha un nome.
“Ti piace Hwoarang?” propone sorridendo. “La prima volta che ti ho incontrato sembravi un animale smarrito. Hai le movenze di un felino e gli occhi di una tigre.”
È solo dandogli un nome, dalla sera del quinto giorno, che da salvatore l'uomo diventa padre. 









Tags: character: baek doo san, character: hwoarang, character: lee chaolan, character: lei wulong, character: ling xiaoyu, character: paul phoenix, character: yoshimitsu, community: piscinadiprompt, fanfiction, game: tekken, pairing: steve/julia
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